sabato, dicembre 4Istituto Giorgio Vasari Magazine

Caro virus ti scrivo…

Gli alunni della 2 ESE  hanno realizzato degli elaborati che tentano di cogliere le riflessioni e le emozioni di questo difficile ed estraniante momento in cui saimo tutte e tutti coinvolti.  Il testo selezionato è il prodotto di una esercitazione di letteratura italiana svolta dall’intera classe in merito alla seguente traccia assegnata dalla docente Maria Cristina Butini:

“Caro virus ti scrivo”.

 

 

 

Caro virus, alla luce di tutto quello che ho visto negli ultimi quindici  giorni ho riflettuto molto su quanto è successo. Negli ultimi cinquant’ anni l’ uomo ha superato se stesso: ha conquistato lo spazio, è arrivato sulla luna, ha creato internet, facebook, cellulari, mezzi di comunicazione e di movimento velocissimi, ha  scoperto nuove medicine

Oggi ero a pranzo da mia nonna che ha  ottantacinque anni e parlavamo di te, caro coronavirus.

Lei mi raccontava di quando era bambina, e in Italia l’ influenza chiamata “Spagnola” causò migliaia di morti, alcuni dei quali erano suoi parenti e mentre l’ ascoltavo mi sembrava di stare a sentire una favola.

Pensavo che la peste, il colera, l’influenza spagnola, fossero tutte cose che ormai appartenevano ad un’ epoca lontana ed irripetibile, invece è bastato un piccolo organismo invisibile per mettere in ginocchio tutto il mondo e per cambiare da un giorno ad un altro il nostro stile di vita.

Per quanto l’uomo studi, faccia ricerche a livello scientifico e cerchi in qualunque modo di controllare e gestire la natura, non  riuscirà mai a superarla

La natura, la vita vince sempre e più l’ uomo cercherà di controllarla più quest’ultima gli scapperà di mano.

Credo che  tu virus derivi da qualche laboratorio di ricerca batteriologica, e che tu  sia sfuggito al controllo dei ricercatori. Ovviamente la verità non la sapremo mai.

In questi giorni non vado a scuola, non faccio sport, non esco con gli amici, e sono praticamente confinato in casa tutto il giorno; la cosa strana è che mi manca tutto quello che facevo, persino la scuola. Questa situazione mi fa capire quanto sono importanti i gesti che facciamo quotidianamente e il fatto che noi non ce ne accorgiamo mai.

Spero che in futuro saremo più preparati a gestire una situazione simile a quella che stiamo vivendo e che tutto ciò sia di insegnamento.

Mi auguro che riescano a controllare questa epidemia, e che tutto quello che stiamo vivendo finisca il prima possibile. La cosa strana è che quando guardo la televisione, i telegiornali, e tutti i mezzi di comunicazione nonostante non si parli altro che di  te, coronavirus a me sembra quasi una finzione, dentro di me non riesco ancora a capacitarmi e a rendermi conto che quella che vedo è la realtà.

 

Testo a cura di: Cesare Mannini 2ESE

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